|
Solstizio
d'Inverno 2003, lettera aperta a tutti gli Insubri
Cari
Fratelli e Sorelle d'Insubria,
vi
scrivo in occasione del Solstizio per richiamarvi ai significati
profondi che questa ricorrenza riveste.
Il
Solstizio è il momento della rinascita del Sole, il momento in cui
Esso, risorgendo, riporta la Vera Luce al
mondo. Si tratta di una luce divina, che sconfigge le tenebre,
il caos. Così il Solstizio è anche occasione per la nostra crescita
interiore, in cui la nostra luce riprende a crescere, diradando
l'oscurità dei nostri pensieri e delle nostre esperienze più cupe.
Esso riaccende la speranza per il suo Popolo, il Popolo della Dea, gli
Insubri.
Auguro
quindi a voi tutti di festeggiarlo con gioia, accettando la luce
dentro di voi, permettendole di illuminare la via di casa, quella che
riporta gli Insubri alla loro Terra, alla loro Madre.
Non
importa come lo festeggerete, accendendo un falò o delle candele, in
compagnia o da soli.
L'importante
è che vi sentiate parte di una comunità che deve ritornare a essere
tale.
Ma
ciò che mi auguro è che esso non rimanga solo una festa comunitaria,
un momento per rinsaldare le amicizie e il senso di appartenenza alle
schiere militanti sotto il vessillo della Vipera.
Per
coloro tra di voi che si sentono cristiani, sia questo un momento di
riflessione sul proprio sentire e di meditazione, giacché ci si
potrebbe domandare che senso abbia per un cristiano celebrare la festa
del Sole Invincibile. Se qualcuno pensa che, come detto, sia solo un
momento di festa comunitaria, meglio sarebbe per lui festeggiare il
giorno di Natale e non il Solstizio, magari suonando la chitarra o
cantando inni in latino, poiché sarebbe sicuramente più coerente con
se stesso e con la propria fede.
Beninteso,
non si tratta di affermare l'appartenenza esclusiva di una ricorrenza
a un movimento religioso piuttosto che a un altro: si tratta invece di
approfittare dell'occasione per fare chiarezza dentro di sé,
domandandosi per quale motivo si intende celebrare questa festa.
Qualcuno
potrà evidentemente obiettare che le feste pagane non possono essere
nient'altro, oramai, che qualcosa che ci unisce in senso umano,
psicologico, poiché gli "antichi" dei sono morti e la
tradizione è interrotta e siamo nel Kali Yuga, e il Lupo ha ingoiato
il Sole eccetera eccetera...E' il Ragnarök, baby. In quest'epoca
oscura gli Dei non ci parlano più, si sono ritirati.
Menzogne!
Il
Solstizio è proprio la dimostrazione che ciò è falso. Gli Dei sono
vivi, gli Dei risorgono. Dovrebbero saperlo quanti fra di voi si
definiscono cristiani.
Certo,
ribadiranno, essi non ci parlano più... Ma forse vi aspettate che
essi si manifestino a voi con voce possente magari da un roveto in
fiamme... Vi aspettate che assumano l'aspetto di un uomo e vi dicano
esattamente ciò che dovete e non dovete fare. Vi aspettate che
compiano miracoli.
Eppure,
gli Dei ci parlano ogni giorno, se solo abbiamo la pazienza e il
desiderio di ascoltarli. Ogni giorno il Sole si leva e comunica con
noi. Ci trasmette il suo calore, la vita, la luce. Ogni notte la
nostra Sorella Luna rischiara le tenebre e parla alle nostre sorelle,
regolando la loro vita. Ogni giorno la nostra Madre Terra, che noi
chiamiamo Insubria, ci nutre e ci sostiene, nonostante il male che le
procuriamo. Che dire della pioggia che cade sui nostri volti
rammentandoci che siamo vivi, e che feconda la Terra portando vita a
tutti gli esseri? E non è forse la dura roccia a ricordarci quanto è
antico il mondo? E i nostri fratelli animali e gli alberi che anche
molti di voi che si dicono cristiani ritengono sacri? Gli Dei sono
dappertutto e ci parlano continuamente. Siamo noi a doverci aprire, a
dover aprire il nostro cuore.
Ma
molti hanno il cuore pietrificato e indurito. Non sentono più. Quanti
di voi si credono cristiani solo perché battezzati? In realtà , però,
non hanno fede. Magari avessero fede...
Preferiscono
dissimularsi, per paura del ridicolo. Dicono di abbracciare il credo
del Galileo ma si dicono anche continuatori della tradizione degli
antenati Pagani. Fondamentalmente degli acrobati.
Io
sono convinto che la religione e le questioni religiose non debbano
dividere gli Insubri. Ma è altrettanto vero che senza una conversione
spirituale non si vada da nessuna parte.
Allora
questo Solstizio sia per noi tutti il momento di aprire il nostro
cuore a noi stessi e ai nostri fratelli e alle nostre sorelle.
Ascoltate il vostro cuore e fate ciò che siete!
Intraprendete
la ricerca, seguite le tracce del Sacro Graal e troverete la risposta,
o meglio la domanda dentro di voi. Non fermatevi alle convenienze,
alla facciata. Cercate, come l'artiglio del Fratello Orso scava le
radici, in profondità, laddove esse sono più vere, più reali.
Ricordate? Le radici profonde non gelano...
Abbiamo
a lungo cercato le nostre radici culturali, senza paura, anche quando
parlare di certi argomenti era difficile, perché nessuno ricordava o
aveva mai sentito parlare dell'Insubria e dei nostri antenati. Eravamo
un popolo che non sa di esserlo. E ancora in gran parte è così.
Non
so quale effetto sortirà questa lettera, ma spero nessuno si senta
offeso dalle mie parole. Se così dovesse essere, me ne scuso, non era
mia intenzione ferire alcuno.
Ma
in un momento così difficile e importante, è necessario essere
chiari, fuor di ogni metafora.
Si
preparano tempi duri, ma mirabili, di lotta, in cui pochi
affronteranno le schiere dei nemici del Popolo della Dea.
In
questo Solstizio, il Sole rischiarerà i nostri pensieri e illuminerà
il sentiero da percorrere.
Se
è vero che siamo in un'epoca oscura, proprio il Solstizio riaccende
in noi la speranza che alla notte segua il giorno e che il ciclo si
compia.
Non
abbiate dubbi, la lunga notte finirà e l'alba del nuovo giorno sarà
radiosa e piena di promesse.
Ma
non dobbiamo permettere che le nostre paure abbiano il sopravvento.
Per
questo, i Fratelli e le Sorelle Insubri hanno acceso ogni notte per
nove notti prima del Solstizio una candela, per simboleggiare che la
luce del Sole dentro di noi non muore mai, anche se grande come una
fiammella...
Concludo
dunque questa mia breve lettera pregando voi tutti di perdonare le mie
argomentazioni non ordinate, ma chi mi conosce sa che ciò che scrivo
mi proviene dal cuore e saprà ben intendere il significato delle mie
parole.
Via
auguro un Solstizio sereno e che la luce scenda dentro voi tutti.
Nel
nome degli Dei
Il
Reverendo Lorenzo Banfi
Incontro pubblico di
Presentazione
Si è tenuto GIOVEDI' 6
NOVEMBRE 2003, alle ore 21
presso la LOCANDA
TRISKELE di
SOLBIATE ARNO (VA) in via Matteotti 2
E' intervenuto il
Rev. Lorenzo Banfi
- scarica
il volantino in formato .doc di Word
- scarica
il volantino in formato .pdf di Acrobat
|