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Attività e incontri 2003 - 2004
  Per l'attualità del Paganesimo in Insubria

 

Nota:

A seguito dell'adesione del Movimento Spirituale dei Nativi d'Insubria a Domà Nunch, avvenuto nel 2005, sono riportate qui sotto le attività promosse dal Novembre 2003 al 2004. Per gli incontri e le attività di Domà Nunch visita www.ElDraghBloeu.com

  07/04/2004, Incontro "Attualità del Paganesimo"

  21/12/2003, Solstizio d'Inverno 2003, lettera aperta

  06/11/2003, Incontro pubblico di presentazione

 

 

 

 

Incontro "Attualità del Paganesimo", 7 aprile 2004

Si è terrà MERCOLEDI' 7 APRILE 2004 ore 21 presso la LOCANDA TRISKELE di SOLBIATE ARNO (VA) in via Matteotti 2

l'incontro dal tema:

ATTUALITA’ DEL PAGANESIMO: RISCOPRIRSI NATIVI NELL’INSUBRIA MODERNA

Interverrà il Rev. Lorenzo Banfi

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Solstizio d'Inverno 2003, lettera aperta a tutti gli Insubri

 

Cari Fratelli e Sorelle d'Insubria,

vi scrivo in occasione del Solstizio per richiamarvi ai significati profondi che questa ricorrenza riveste.

Il Solstizio è il momento della rinascita del Sole, il momento in cui Esso, risorgendo, riporta la Vera Luce al  mondo. Si tratta di una luce divina, che sconfigge le tenebre, il caos. Così il Solstizio è anche occasione per la nostra crescita interiore, in cui la nostra luce riprende a crescere, diradando l'oscurità dei nostri pensieri e delle nostre esperienze più cupe. Esso riaccende la speranza per il suo Popolo, il Popolo della Dea, gli Insubri.

Auguro quindi a voi tutti di festeggiarlo con gioia, accettando la luce dentro di voi, permettendole di illuminare la via di casa, quella che riporta gli Insubri alla loro Terra, alla loro Madre.

Non importa come lo festeggerete, accendendo un falò o delle candele, in compagnia o da soli.

L'importante è che vi sentiate parte di una comunità che deve ritornare a essere tale.

Ma ciò che mi auguro è che esso non rimanga solo una festa comunitaria, un momento per rinsaldare le amicizie e il senso di appartenenza alle schiere militanti sotto il vessillo della Vipera.

Per coloro tra di voi che si sentono cristiani, sia questo un momento di riflessione sul proprio sentire e di meditazione, giacché ci si potrebbe domandare che senso abbia per un cristiano celebrare la festa del Sole Invincibile. Se qualcuno pensa che, come detto, sia solo un momento di festa comunitaria, meglio sarebbe per lui festeggiare il giorno di Natale e non il Solstizio, magari suonando la chitarra o cantando inni in latino, poiché sarebbe sicuramente più coerente con se stesso e con la propria fede.

Beninteso, non si tratta di affermare l'appartenenza esclusiva di una ricorrenza a un movimento religioso piuttosto che a un altro: si tratta invece di approfittare dell'occasione per fare chiarezza dentro di sé, domandandosi per quale motivo si intende celebrare questa festa.

Qualcuno potrà evidentemente obiettare che le feste pagane non possono essere nient'altro, oramai, che qualcosa che ci unisce in senso umano, psicologico, poiché gli "antichi" dei sono morti e la tradizione è interrotta e siamo nel Kali Yuga, e il Lupo ha ingoiato il Sole eccetera eccetera...E' il Ragnarök, baby. In quest'epoca oscura gli Dei non ci parlano più, si sono ritirati.

Menzogne!

Il Solstizio è proprio la dimostrazione che ciò è falso. Gli Dei sono vivi, gli Dei risorgono. Dovrebbero saperlo quanti fra di voi si definiscono cristiani.

Certo, ribadiranno, essi non ci parlano più... Ma forse vi aspettate che essi si manifestino a voi con voce possente magari da un roveto in fiamme... Vi aspettate che assumano l'aspetto di un uomo e vi dicano esattamente ciò che dovete e non dovete fare. Vi aspettate che compiano miracoli.

Eppure, gli Dei ci parlano ogni giorno, se solo abbiamo la pazienza e il desiderio di ascoltarli. Ogni giorno il Sole si leva e comunica con noi. Ci trasmette il suo calore, la vita, la luce. Ogni notte la nostra Sorella Luna rischiara le tenebre e parla alle nostre sorelle, regolando la loro vita. Ogni giorno la nostra Madre Terra, che noi chiamiamo Insubria, ci nutre e ci sostiene, nonostante il male che le procuriamo. Che dire della pioggia che cade sui nostri volti rammentandoci che siamo vivi, e che feconda la Terra portando vita a tutti gli esseri? E non è forse la dura roccia a ricordarci quanto è antico il mondo? E i nostri fratelli animali e gli alberi che anche molti di voi che si dicono cristiani ritengono sacri? Gli Dei sono dappertutto e ci parlano continuamente. Siamo noi a doverci aprire, a dover aprire il nostro cuore.

Ma molti hanno il cuore pietrificato e indurito. Non sentono più. Quanti di voi si credono cristiani solo perché battezzati? In realtà , però, non hanno fede. Magari avessero fede...

Preferiscono dissimularsi, per paura del ridicolo. Dicono di abbracciare il credo del Galileo ma si dicono anche continuatori della tradizione degli antenati Pagani. Fondamentalmente degli acrobati.

Io sono convinto che la religione e le questioni religiose non debbano dividere gli Insubri. Ma è altrettanto vero che senza una conversione spirituale non si vada da nessuna parte.

Allora questo Solstizio sia per noi tutti il momento di aprire il nostro cuore a noi stessi e ai nostri fratelli e alle nostre sorelle. Ascoltate il vostro cuore e fate ciò che siete!

Intraprendete la ricerca, seguite le tracce del Sacro Graal e troverete la risposta, o meglio la domanda dentro di voi. Non fermatevi alle convenienze, alla facciata. Cercate, come l'artiglio del Fratello Orso scava le radici, in profondità, laddove esse sono più vere, più reali. Ricordate? Le radici profonde non gelano...

Abbiamo a lungo cercato le nostre radici culturali, senza paura, anche quando parlare di certi argomenti era difficile, perché nessuno ricordava o aveva mai sentito parlare dell'Insubria e dei nostri antenati. Eravamo un popolo che non sa di esserlo. E ancora in gran parte è così.

Non so quale effetto sortirà questa lettera, ma spero nessuno si senta offeso dalle mie parole. Se così dovesse essere, me ne scuso, non era mia intenzione ferire alcuno.

Ma in un momento così difficile e importante, è necessario essere chiari, fuor di ogni metafora.

Si preparano tempi duri, ma mirabili, di lotta, in cui pochi affronteranno le schiere dei nemici del Popolo della Dea.

In questo Solstizio, il Sole rischiarerà i nostri pensieri e illuminerà il sentiero da percorrere.

Se è vero che siamo in un'epoca oscura, proprio il Solstizio riaccende in noi la speranza che alla notte segua il giorno e che il ciclo si compia.

Non abbiate dubbi, la lunga notte finirà e l'alba del nuovo giorno sarà radiosa e piena di promesse.

Ma non dobbiamo permettere che le nostre paure abbiano il sopravvento.

Per questo, i Fratelli e le Sorelle Insubri hanno acceso ogni notte per nove notti prima del Solstizio una candela, per simboleggiare che la luce del Sole dentro di noi non muore mai, anche se grande come una fiammella...

Concludo dunque questa mia breve lettera pregando voi tutti di perdonare le mie argomentazioni non ordinate, ma chi mi conosce sa che ciò che scrivo mi proviene dal cuore e saprà ben intendere il significato delle mie parole.

Via auguro un Solstizio sereno e che la luce scenda dentro voi tutti.

 

Nel nome degli Dei

Il Reverendo Lorenzo Banfi


 

Incontro pubblico di Presentazione

Si è tenuto GIOVEDI' 6 NOVEMBRE 2003, alle ore 21 presso la LOCANDA TRISKELE di SOLBIATE ARNO (VA) in via Matteotti 2

E' intervenuto il Rev. Lorenzo Banfi

 

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Sito aperto il: 18 luglio 2003